13ยช Edizione Crediamo ai tuoi occhi
21 Settembre - 17 Novembre
Daniele Vita
La Settimana Santa in Sicilia
Opera Vincitrice - Sezione Percorsi

Quello che presento sono una serie di immagini iniziate nel 2010 a Trapani.
Sono perfettamente consapevole di trattare un tema già ampiamente svolto, e soprattutto trattato sia da chi è alle prime armi, sia dai grandi maestri della fotografia.
Andai ai Misteri di Trapani per cercare le mie origini.
Mio padre, nato nell’agrigentino, migrò quando aveva quindici anni insieme a tutta la famiglia e mai tornò, si stabilì nel viterbese dove creò la sua vita e la sua nuova famiglia.
Sono cresciuto sentendo la mancanza inconscia di metà delle mie origini, ricordo gesti e ritualità di mio padre che per anni ho considerato “diversi” senza cercare nessuna domanda, solo risposte già chiuse, permeate di pregiudizio.
La settimana santa si concentra in pochissimi giorni e in questi anni ho percorso migliaia di chilometri in tempi molto serrati, utilizzando quasi sempre la mia automobile come letto, per arrivare il prima possibile all’inizio di un evento religioso.
Al termine del primo anno mi trovai con delle immagini buone di Trapani, poiché la mia fotografia è molto istintiva, ma la mia mente avvertì il bisogno di comprendere meglio e quindi raggiunsi nuovamente i Misteri l’anno successivo. 
Trovai che le foto editate erano tutte riconducibili ad un'unica “Vara”, proprio quella che poi ho seguito per tutti gli anni: questo mi ha regalato doni come ricevere il bacio di Pasqua o portare anche se per poco la Vara, segni di forte ri-conoscenza e appartenenza ad una comunità.
Ricevere questi doni è stato come riscattare mio padre, ho sentito per tanti anni i suoi discorsi sulla Sicilia, le persone lasciate adolescenti e nella sua mente rimaste tali, luoghi ormai crollati ma raccontati come il posto più bello del mondo, ho sentito il suo dolore di migrante andato via, lasciare la sua terra e ad ogni ritorno la ferita di non essere più riconosciuto e di luoghi crollati come ferite dell’anima.
Il mio viaggio racconta poi di altre processioni più o meno note come quella di Marsala del Giovedì Santo, di Caltanissetta con la Real Maestranza e le Varicedde, del Venerdì Santo ad Enna, La Cerca a Collesano, i Diavoli di Prizzi il giorno di Pasqua e i Giudei di San Fratello.
Non ho mai cercato un modo originale e diverso per raccontare quello che sto proponendo, non ne ho mai sentito la necessità.
Il mio linguaggio si può definire classico, si esprime in bianco e nero dai contrasti forti e utilizza due focali molto vicine tra loro.
Il mio primo lavoro retribuito fu in teatro, per anni ho seguito il teatro sociale e di avanguardia e le mie foto raccontano spesso di luoghi e persone come fossero attori su un palcoscenico, cerco il più possibile di escludere nelle immagini quello che considero eccessivo o superfluo, cerando di raccontare quella parte di vita che la modernità sta facendo scomparire, confinandola in dei recinti più o meno stabiliti.
La Settimana Santa è un grande palcoscenico che mette in scena la finzione con la rappresentazione e la sua contraddizione, la realtà della vita.

Daniele Vita

Biografia

Daniele Vita nasce a Vetralla nel 1975. La sua esperienza fotografica si sviluppa preminentemente e si consolida nel tempo attraverso viaggi di reportage sociale in diversi paesi (tra cui Ecuador, Bulgaria, Algeria e area del Maghreb, ma anche alcune zone del Sud Italia). La sua straordinaria sensibilità alle tematiche sociali più serie riscontrate in questi paesi si unisce ad una capacità particolare di raccogliere nel mondo quotidiano espressioni spontanee di umanità, scampoli di esistenze segnate da un destino non semplice, prospettive non scontate di giovani vite in divenire. Questa grande capacità di vestirsi di quei mondi con semplicità, rispetto e trasparenza è favorita da soggiorni di convivenza più o meno lunghi nelle terre e nei nuclei familiari di cui ci racconta. Di tali esperienze riesce a offrire testimonianza collaborando con diverse riviste di settore italiane che lo segnalano per servizi fotografici e reportage prevalentemente a sfondo sociale. Nel 2008 vince il primo premio al Toscana Foto Festival e nel 2009 vince il primo premio Sud est Coop e solidarietà. Sempre nel 2009 è finalista al premio Kiwanis, Portfolio Italia. Nel 2009 e 2010 è finalista al premio Hystrio Occhi di Scena e nel 2011 è finalista al premio Unicef POY 2011. Nel 2012 vince la borsa di studio Giovanni Tedde grazie ad un reportage su Cojimies, un piccolo villaggio ecuadoriano affacciato sull'Oceano Pacifico. Nel 2014 vince il premio Castelnuovo Fotografia. Tra le sue esposizioni personali e collettive, si ricordano le mostre presso la Sala Santa Rita a Roma (2006), a San Pier Scheraggio presso gli Uffizi (Firenze) per i fratelli Alinari (2007), al Fotografia-Festival internazionale di Roma (2008), al Centro Italiano della Fotografia d’Autore a Bibbiena (2009), al Toscana Foto Festival (2010), al MIA-Milan Image Art Fair (2011) e al Citerna Fotografia (2012), Castelnuovo di porto Fotografia 2015, Rovine, Roma palazzo Altemps 2015, Feeling home, fabbrica del vapore, Milano 2017, Med photo fest, festival internazionale di fotografia del mediterraneo, Siracusa, Caltagirone 2018.